L'ERA comunica

Cominciamo a rimettere le cose a posto nella Commissione europea

Per molti anni la presentazione visiva della Commissione europea ha rispecchiato fedelmente la pluralità delle lingue dell'Unione europea. Ciò si rifletteva, ad esempio, nelle iscrizioni nella sala stampa: nel pannello dietro i banchi degli oratori, il nome della Commissione europea era scritto in tutte le lingue ufficiali dell'Unione ma, dal 2012, la Commissione ha utilizzato solo l'inglese e il francese per etichettare la propria sala stampa.

Cartello che indica strada con diritto di precedenza
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L’ERA onlus aderisce alla richiesta promossa dall’Osservatorio europeo del plurilinguismo. Questo il testo della lettera sottoscritta:

I trattati europei obbligano le istituzioni dell’Unione europea a rispettare la diversità culturale e linguistica dei suoi cittadini. Ciò riguarda in particolare l’immagine mediatica con cui le istituzioni si presentano al pubblico europeo.

Per molti anni la presentazione visiva della Commissione europea ha rispecchiato fedelmente la pluralità delle lingue dell’Unione europea. Ciò si rifletteva, ad esempio, nelle iscrizioni nella sala stampa: nel pannello dietro i banchi degli oratori, il nome della Commissione europea era scritto in tutte le lingue ufficiali dell’Unione. Gli stessi banchi erano etichettati con l’indirizzo Internet della Commissione e sono stati pertanto presentati in modo linguisticamente neutrale.

Tuttavia, a partire dal 2012 la Commissione ha utilizzato solo l’inglese e il francese per etichettare la propria sala stampa. Tale discriminazione nei confronti di tutte le altre lingue ufficiali dell’UE viola chiaramente lo spirito e la lettera del trattato sull’Unione europea e della Carta dei diritti fondamentali. Le conseguenze di questa violazione sono tanto più gravi in quanto i numerosi programmi televisivi e video trasmessi dalla sala stampa della Commissione sono sempre più visualizzati dal pubblico europeo. Inoltre, sembra strano che, nonostante l’imminente Brexit, la lingua inglese continui ad essere promossa come segno privilegiato dell’identità dell’UE, mentre altre lingue con un numero molto più elevato di parlanti rimangono invisibili.

L’argomento della Direzione generale della comunicazione, secondo cui la grafica individuale non sarebbe più leggibile se si tenesse conto di tutte le lingue, non è convincente. La sala stampa del Parlamento europeo, ad esempio, dimostra che la riconoscibilità visiva di una istituzione è pienamente preservata se tutte le lingue ufficiali dell’UE vengono ugualmente valorizzate. Anche se le diverse versioni linguistiche non sono visibili contemporaneamente, esse vengono comunque percepite dallo spettatore come esistenti nella loro interezza e vengono quindi riconosciute ed apprezzate come simbolo di non discriminazione.

Di conseguenza, le associazioni firmatarie Le chiedono, signor Presidente, di intervenire affinché la Commissione europea ridia una immagine esterna di se stessa meno discriminatoria.

IV scadenza: L’INGLESE NON È PIÙ LINGUA DELL’UE TRA -66 Giorni 18 Ore 51 Minuti 20 Secondi
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