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Gli eschimesi del Canada hanno cambiato la loro lingua, per salvarla

Hanno scelto un sistema di scrittura unificato, per rendere leggibili tra loro le nove varianti locali della lingua tradizionale

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Gli inuit del Canada hanno cambiato la loro lingua, per salvarla

Hanno scelto un sistema di scrittura unificato, per rendere leggibili tra loro le nove varianti locali della lingua tradizionale

L’Inuit Tapiriit Kanatami, l’organizzazione che in Canada rappresenta gli inuit, le popolazioni indigene dell’artico, dopo otto anni di lavoro ha deciso di utilizzare un’ortografia unificata per tutte le varianti locali della lingua tradizionale (chiamata genericamente inuktut) e di affiancarla, dunque, ai nove diversi sistemi di scrittura che erano finora utilizzati.

I 47 mila inuit che vivono nell’arcipelago artico canadese parlano almeno cinque dialetti di inuktut e usano nove diversi sistemi di scrittura: sono dialetti interconnessi che se parlati sono comprensibili da ogni gruppo linguistico di inuit. I sistemi di scrittura che utilizzano – alcuni basati sull’alfabeto sillabico, altri su quello latino e introdotti a partire dal 1700 durante l’epoca coloniale dai missionari e dai commercianti – sono invece sempre stati un ostacolo per la reciproca comprensione. La comunicazione scritta era insomma quasi impossibile, così come la traduzione di libri di testo. Inoltre i telefoni e le tastiere dei computer non hanno i segni previsti da alcuni sistemi di scrittura, né sono sufficientemente diffusi i programmi specifici che rendono possibili le comunicazioni con gli alfabeti sillabici. Il risultato di tutte queste difficoltà è che l’inuktut sta scomparendo.

Sebbene di ortografia unificata si parlasse già dagli anni Settanta, il progetto vero e proprio è stato avviato nel 2011 e per terminarlo ci sono voluti otto anni. Non è stato infatti facile convincere le persone ad accettare dei cambiamenti, né trovare un compromesso che andasse bene a tutti i vari gruppi linguistici. Alla fine, lo scorso 26 settembre, l’Inuit Tapiriit Kanatami ha annunciato ufficialmente l’adozione di un sistema unificato.

La nuova ortografia standard si chiama Inuktut Qaliujaaqpait: utilizza combinazioni di lettere latine per rappresentare i suoni di tutti e cinque i dialetti presenti sul territorio (compresi i suoni che esistono in una sola delle varianti), i caratteri sono 26 in totale e non sono presenti segni diacritici (accenti e simili), cosa che avrebbe ulteriormente complicato la scrittura. Per ora l’Inuktut Qaliujaaqpait non include alcuna regola ortografica o grammaticale: è semplicemente un insieme standard di caratteri che rappresentano i diversi suoni delle varianti della lingua inuktut.

Natan Obed, presidente dell’Inuit Tapiriit Kanatami, ha spiegato che gli attuali sistemi di scrittura dell’inuktut «sono stati introdotti attraverso il processo di colonizzazione» e che il sistema di scrittura unificato sarà invece «un sistema di scrittura creato da inuit per inuit».
È basato sul principio «dell’autodeterminazione» e servirà in qualche modo a «decolonizzare l’alfabeto».

ilpost.it | 8.10.2019

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