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L’Eurasia di Beuys e la non Europa di oggi

Translimen del 27 ottobre 2019

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1983. A Düsseldorf, dal 20 maggio al 10 luglio, Der Hang zum Gesamtkuntwerk. Nel corso della mostra si segnala una importante discussione tra Beuys, Bazon Brock, Harald Szeemann, Jobst Siedler e Frei Otto sul concetto e sulle analogie tra arte totale e totalitarismi. Nello stesso periodo presenta a Düsseldorf, alla Galleria Schmela, la famosa installazione Das Ende des 20.
Jahrunderts (La fine del XX secolo) che verrà poi esposta nel 2001 da Harald Szeemann alla quarantanovesima Biennale di Venezia, Platea dell’umanità, da lui curata.
In ottobre, in occasione della FIAC (Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea) al Grand Palais di Parigi, Lucrezia De Domizio progetta un allestimento molto particolare. Nello stand di oltre cento metri quadri colloca l’Auto F.I.U. Difesa della Natura, firmata Joseph Beuys, dal cui portabagagli escono numerose pale 7000 Eichen, che l’anno seguente entrerà a far parte insieme alla Vetrina Untitled della collezione permanente del Guggenheim Museum di New York. Completano l’esposizione centinaia di libretti rossi Azione Terza Via, disponibili gratuitamente per il pubblico, uno striscione con la scritta di colore rosso Difesa della Natura, edizione multipla di venti esemplari numerati e firmati dall’artista e numerosi cartoni contenenti ognuno dodici bottiglie di vino F.I.U. prodotto dall’Azienda agricola barone Durini. Su una parete, viene istallata una grande foto che riprende Beuys su una bicicletta appoggiato ai cartoni di vino, scattata da Buby Durini durante l’happening avvenuto l’anno precedente nello studio dell’artista a Düsseldorf. L’immagine, firmata Joseph Beuys, verrà scelta dall’artista per la copertina del libro Incontro con Beuys. L’allestimento, in anticipo sui tempi, viene elogiato dal pubblico e dai media attenti alle evoluzioni del gusto e del costume, ma molto criticato dall’opinione pubblica e dalla stampa più tradizionali.
Sempre a Düsseldorf, dall’11 dicembre al 15 gennaio 1984, espone presso la Galleria Konrad Fischer, l’opera ambientale Hinter dem Knochen wird gezählt – SCHMERZRAUN.
1984. Il 13 maggio viene presentato ufficialmente a Bolognano l’intero progetto Operazione Difesa della Natura, che si conclude con una pubblica Discussione, cui oltre a Beuys partecipa un pubblico cosmopolita formato da studiosi, direttori di musei, critici, operatori culturali, giornalisti, studenti e semplici cittadini. Nella mattinata l’artista visita la Piantagione Paradise e di fronte al suo Studio pianta la prima Quercia italiana, che unisce simbolicamente il lavoro di Bolognano con quello delle 7000 Eichen di Kassel. A mezzogiorno, con una solenne cerimonia, il sindaco e l’amministrazione comunale gli offrono la Cittadinanza onoraria e gli danno le chiavi della città.
Tra giugno e luglio, nel corso della sua mostra al Seibu Museum di Tokio, Beuys tiene con Nam June Paik il concerto Coyote III.
Dal 6 luglio al 31 dicembre partecipa insieme ad altri artisti di livello internazionale all’esposizione Terrae Motus a Villa Campolieto di Ercolano, a cura di Lucio Amelio.
Dall’8 settembre al 28 ottobre, alla Kunsthalle di Tubinga viene esposta una selezione di suoi dipinti a olio dal 1949 al 1967.
In ottobre, Lucrezia De Domizio presenta la prima versione dell’opera Olivestone alla FIAC di Parigi con un allestimento che lascia il segno. Al centro del grande stand, viene collocata una scultura di Beuys, formata da uno degli antichi contenitori per la decantazione dell’olio ospitati a Palazzo Durini, in cui viene inserito un parallelepipedo, distante pochi millimetri dai bordi della vasca, realizzato con la stessa pietra proveniente dal paese abruzzese di Lettomanoppello. Un’opera viva e aperta, nata nel passato ma alimentata dagli eventi presenti e futuri, che riflette i concetti di creatività e libera collaborazione presenti nella Living Sculpture, ampliati grazie al coinvolgimento del pubblico. A novembre il nuovo Museo di arte contemporanea del Castello di Rivoli inaugura la sua attività con la mostra Ouverture. Il direttore Rudi Fuchs chiede un lavoro di Beuys in prestito a Lucrezia De Domizio, che propone all’artista di creare cinque vasche simili all’opera Olivestone presentata a Parigi, metafora dei cinque continenti. Una rappresentazione del potere maieutico dell’arte che può essere compresa e amata da qualsiasi persona di qualunque origine sociale, nazionalità e religione. Nasce così la grande opera Olivestone, in seguito donata da Lucrezia De Domizio alla Kunsthaus di Zurigo insieme ad altri trecento lavori dell’Operazione Difesa della natura, tra cui opere, sculture, disegni, edizioni, documenti, video e pubblicazioni, dopo che cinque musei e lo stato italiani avevano rifiutato la preziosa offerta.
1985. Alla Kunsthalle di Tubinga dal 2 marzo al 14 aprile Beuys partecipa insieme ad altri trentatré artisti al progetto collettivo 7000 Eichen per sostenere il Kassel Stadverwaldung nel completamento del lavoro di messa a dimora delle querce.
Dal 13 al 24 aprile vengono esposte alla Kunstakademie di Düsseldorf le due versioni del lavoro Nasse Wäsche Jungfrau. Dall’8 ottobre al 21 dicembre a Londra, alla Galleria Anthony d’Offay, Beuys presenta la grande installazione Plight.
A Parigi, il Centre Georges Pompidou espone il 3 e 4 dicembre le due opere Fond VII/2 e Infiltration homogen für Konzertflügel (Infiltrazione omogenea per pianoforte a coda) che fanno parte della collezione del museo.
Il 23 dicembre, con la collaborazione di Lucio Amelio per cui aveva realizzato nei mesi precedenti l’opera Capri Battery, va in scena l’ultima mostra di Beuys al Museo di Capodimonte, trenta giorni prima della sua scomparsa. L’installazione formata da due Vetrine e sette grandi lastre rettangolari ricoperte di lamine d’oro, racchiude la sua storia, la sua vita e il suo pensiero.
1986. Il 12 gennaio, riceve a Duisburg il Premio Wilhelm Lehmbruck, dedicato allo scultore che Beuys ha sempre considerato il suo maestro.Nel mese di maggio Beuys avrebbe dovuto portare a termine con la collaborazione di Lucrezia De Domizio, le due opere Svecciatoio, una macchina agricola tradizionale per la selezione del frumento, parte dell’Operazione grano per la fame nel mondo e Operazione elicottero, una coltivazione sperimentale effettuata dall’artista a bordo di un elicottero, che sarebbe rimasto come opera a testimonianza dell’evento, dato che l’inaccessibilità dei luoghi non consentiva l’uso di tecniche tradizionali, con piccoli involucri di argilla e garza contenenti semi idonei all’habitat delle montagne abruzzesi, preparati con il coinvolgimento di studenti e volontari. L’Operazione grano, che oltre allo Svecciatoio comprendeva una serie di lavori incompiuti sul tema della fame nel mondo con soluzioni alternative per il superamento dei problemi nei paesi vittime del sottosviluppo, ancora oggi di grande importanza e attualità, avrebbe dovuto realizzarsi in occasione della FIAC di Parigi nell’ottobre dello stesso anno.
Da ricordare infine che nel giugno del 1987 viene esposta a Documenta VIII di Kassel la sua opera postuma Blitzlag Mit Lichtschein auf hirsch (Fulmine con luce sui cervi) una grande installazione, ora al Guggenheim Museum di Bilbao, che esprime e riassume l’attrazione sempre presente nell’artista per il divenire del ciclo vitale e le forze primordiali dell’universo.

 

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