Europa e oltre

Verso la Conferenza europea sul futuro dell’Europa.

La nota del Movimento Europeo

Nuvola europea indipendente
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 La proposta di una “Conferenza europea  sul futuro dell’Europa” avanzata  da  Emmanuel  Macron  nella  sua “Lettera ai cittadini europei” del 4 marzo 2019 si colloca in linea di continuità con il discorso della Sorbona del 26 settembre 2017 per “un’Europa sovrana, unita e democratica”.
Essa conferma l’obiettivo della rifondazione del sistema europeo aggiungendo la necessità di rispondere alla richiesta dei cittadini di partecipare al cambiamento gettando le basi di un consenso rinnovato sul progetto europeo.
Secondo Emmanuel Macron, la Conferenza dovrebbe essere convocata entro la fine del 2019, associare gruppi di cittadini, dare audizione a universitari, parti sociali, rappresentanti religiosi e spirituali e definire la roadmap della rifondazione dell’Unione.
L’idea della Conferenza, partendo dal risultato delle consultazioni dei cittadini europei avvenute nel 2018, ha anticipato i risultati delle successive elezioni europee che hanno espresso una chiara maggioranza pro-europea. È tuttavia evidente che il consenso espresso dalla maggioranza dei cittadini europei rischierebbe di evaporare se nel corso dell’attuale legislatura non fossero prese decisioni sul futuro dell’Europa che:

  • garantiscano la sicurezza in tutte le sue dimensioni,
  • rispondano alla sfida delle nuove migrazioni,
  • sviluppino un partenariato rinnovato con il Mediterraneo e l’Africa,
  • facciano dell’Europa un modello di sviluppo sostenibile,
  • dotino la moneta unica degli strumenti per assicurare la crescita e la stabilità,
  • promuovano un’effettiva solidarietà sociale,
  • definiscano le basi di una effettiva democrazia

La Conferenza sarà pertanto l’occasione per affrontare le questioni essenziali legate:

  • al sistema di governo dell’Unione,
  • alla ripartizione delle competenze fra i livelli nazionali ed europeo,
  • alla creazione di una capacità fiscale autonoma dell’UEM nel quadro del suo completamento,
  • alla realizzazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile,
  • alla lotta alle diseguaglianze e alla creazione di un mercato del lavoro europeo nella società digitale,
  • al rispetto dello Stato di diritto,
  • al ruolo dell’Unione nel mondo globalizzato,
  • ai rapporti fra cittadinanza federale e identità nazionali,
  • al metodo e all’agenda per la riforma dell’Unione che comprenda il passaggio verso l’Europa sovrana nel caso in cui alcuni paesi membri non siano pronti ad

La Conferenza sarà in tal modo lo spazio pubblico europeo all’interno del quale costruire l’indispensabile consenso fra la dimensione della democrazia rappresentativa, che per l’Unione si identifica nel ruolo centrale dei sistemi parlamentari, e la dimensione della democrazia partecipativa che rende indispensabile un dialogo aperto, trasparente e strutturato con la società civile e i cittadini. Questo dialogo dovrà essere perseguito nella prospettiva del rafforzamento del processo di formazione di una comune identità europea, in nome del principio per cui “la sovranità appartiene al popolo” che la delega nelle forme e secondo le modalità definite dai nostri sistemi costituzionali. La Conferenza dovrà essere accompagnata, insieme a momenti di dibattito e confronto con rappresentanti della società civile, da un intenso lavoro di comunicazione che permetta ai cittadini di essere informati sull’avanzamento dei suoi lavori e da forme di coinvolgimento nei territori, costruiti mettendo a frutto l’esperienza delle consultazioni dei cittadini europei.

In questo spirito noi siamo convinti:

  • che la Conferenza dovrebbe essere convocata sulla base di una dichiarazione interistituzionale – sottoscritta dalla Commissione, dal Parlamento e dal Consiglio (che decide a maggioranza) dopo aver consultato la BCE, il CESE e il Comitato delle Regioni – e assistita da un segretariato assicurato dalla Commissione e dal Parlamento europeo e che dovrà concludersi nella primavera del 2022, all’inizio della presidenza francese del Consiglio;
  • che la Conferenza non si sostituirà al ruolo delle istituzioni nello sviluppo delle politiche Tale sviluppo servirà di stimolo al dibattito sul futuro dell’Europa mentre il dibattito sul futuro dell’Europa costituirà il terreno fertile per facilitare la ricerca del consenso nello sviluppo delle politiche comuni;
  • che occorre evitare gli ostacoli e le rigidità delle regole che hanno caratterizzato e caratterizzano la procedura della Convenzione europea Art. 48 ispirandosi invece al metodo che condusse il Parlamento europeo, nel corso della prima legislatura europea, a adottare il “Progetto di Trattato”: un trattato globale e coerente, nuovo e indipendente destinato a creare una nuova entità. Analogamente, la Conferenza sul futuro dell’Europa dovrà porsi l’obiettivo di redigere un nuovo progetto di Trattato, che non sia concepito come una serie di emendamenti ai trattati esistenti e che preveda anche procedure di entrata in vigore diverse da quelle previste dal Trattato di Lisbona;
  • che il Parlamento europeo dovrebbe cogliere l’occasione irripetibile dello spazio pubblico di dibattito creato dalla Conferenza europea per assumere la missione di promuovere, elaborare e portare la Conferenza ad adottare un nuovo progetto di Trattato che possa essere condiviso con i parlamenti nazionali, le cui osservazioni dovranno essere prese in considerazione per eventuali Con il nuovo Trattato si dovrà anche stabilire che la riforma dell’Unione non dovrà seguire la regola dell’unanimità e che, finché un paese non è di- sposto ad aderire al nuovo Trattato, esso rimarrà legato alle regole precedenti. Dovrà essere evitato ogni rischio di indebolire il quadro o la coesione dell’Unione europea, ma al tempo stesso dovrà essere garantita la possibilità ai paesi più ambiziosi di procedere insieme sulla via della riforma globale dell’Unione;
  • che, per preparare la collaborazione con i parlamenti nazionali, sarebbe essenziale prevedere la convocazione di “assise interparlamentari sul futuro dell’Europa” così come furono proposte da François Mitterrand al PE il 28 ottobre 1989 e come furono poi realizzate a Roma nel novembre 1990 alla vigilia delle Conferenze intergovernative sul Trattato di Tali assise potrebbero essere concepite come una fase della Conferenza europea sul futuro dell’Europa.

Roma, 10 settembre, 2019

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